Le parole non sono state inventate perché gli uomini s’ingannino tra loro ma perché ciascuno passi all’altro la bontà dei propri pensieri. San Agostino

domenica 31 maggio 2009

Evangelium Vitae

Cari lettori del mio blog da tempo meditavo di avviare una pubblicazione tematica per non disperdermi in pubblicazioni di post sconnessi.
Da domani primo giugno come primo tema ho pensato di rileggere insieme a voi la famosa enciclica Evangelium Vitae.
Diversi sono i motivi che mi hanno portato alla scelta di questo documento pontificio: al primo posto sta il mio amore per la vita; secondo perché ho sempre seguito con grande interesse il lungo pontificato di Giovanni Paolo II,; terzo: il titolo esercita su di me un fascino del tutto speciale; ed infine, certo non per ordine di importanza, lo scambio di idee avuto con la collega Paola Celle s questo tema squisitamente morale!Credo sia sufficiente questa prima citazione del documento per convincerci, ove fosse necessario, per convincerci della sua attualità nel nostro tempo.
Il mio augurio è che la pubblicazione dei bravi possa essere arricchita dalla riflessione di chi come me abbia a cuore il vangelo della vita!

5. […] Ad essere calpestata nel diritto fondamentale alla vita è oggi una grande moltitudine di esseri umani deboli e indifesi, come sono, in particolare, i bambini non ancora nati. Se alla Chiesa, sul finire del secolo scorso, non era consentito tacere davanti alle ingiustizie allora operanti, meno ancora essa può tacere oggi, quando alle ingiustizie sociali del passato, purtroppo non ancora superate, in tante parti del mondo si aggiungono ingiustizie ed oppressioni anche più gravi, magari scambiate per elementi di progresso in vista dell'organizzazione di un nuovo ordine mondiale.

Un pensiero di San. Agostino

Se senti vacillare la fede per la violenza della tempesta, calmati: Dio ti guarda.
Se ogni cosa che passa cade nel nulla, senza più ritornare, calmati: Dio rimane.
Se il tuo cuore è agitato e in preda alla tristezza, calmati: Dio perdona.
Se la morte ti spaventa, e temi il mistero e l'ombra del sonno notturno, calmati: Dio risveglia.
Dio ci ascolta, quando nulla ci risponde; è con noi, quando ci crediamo soli; ci ama, anche quando sembra che ci abbandoni.

Festa della Visitazione ad Elisabetta

Ciao emilio,
volevo ricordare che oggi è anche la festa della Visitazione di Maria ad Elisabetta, allora mi sembrava giusto non farla passare inosservata!
Visto che sono ancora fresca di pellegrinaggio posso fare una meditazione su ciò avendo ancora pieni gli occhi di tali bellezze!
Ain Karem è la residenza "campagnola" di Elisabetta, in attesa del figlio Giovanni, quì avvenne l'incontro con Maria, venuta a darle una mano al momento del parto. E' un luogo molto accogliente e distensivo oltre che estetico, infatti si giunge in una piazzuola salutata dal canto di maioliche colorate che trascrivono il Magnificat in trenta lingue!
Un gesto di carità familiare quello di Maria, sul filo del quale passa la grazia che santifica Giovanni Battista.
Tale è sempre il gesto del cristiano, che sfocia in dono di grazia, divenendo veicolo dell'amore salvifico di Dio.
Ma Maria forse aveva "fretta" perchè aveva bisogno di constatare, di vedere il segno dell'Angelo, per se stessa, non perchè dubitasse... e il segno c'era! Il bisogno psicologico di vedere il segno. E' sempre lo spirito che guida alla comprensione della fede più profonda. Così non trovo contraddizione tra la festa di Pentecoste e la Visitazione...anzi...
Il Signore merita ogni lode, dice Maria: ha guardato alla mia pochezza , e l'ha fatta grande. Lui ha fatto sempre così con quelli che si fidano di Lui. La storia ogni giorno ne è conferma: abbatte i potenti ed esalta gli umili...
Così ha fatto del resto con Israele... con ognuno di noi.
Basta leggere la Bibbia per capirlo.

Ricevete lo Spirito Santo Gv 20,22

Santa Teresina . La mia vocazione per il Carmelo

Per gli auguri di Pentecoste, ho scelto cari lettori del mio blog, una pagina del diario di Santa Teresinadi Gesù.
L'ho scelto perchè proprio nel giorno Di Pentecoste di quell'anno la piccola Teresa scelse di confessare al padre il grande passo della sua vita! Non fu certamente un caso,lei era consapevole che quella scelta era un dono suscitato dallo Spirito Santo,il grande Sposo dell'anima di ogni cristiano.
Possa lo Spirito Santo, in questo giorno, rivelare ad ognuno di noi quanto è grande l'amore che Dio ha riversato nei nostri cuori!


"Per fare la mia grande confidenza scelsi il giorno della Pentecoste: tutto il giorno supplicai i Santi Apostoli di pregare per me, di ispirarmi le parole che dovevo dire... Non erano forse loro infatti che dovevano aiutare la bambina timida che Dio destinava a diventare l'apostola degli apostoli con la preghiera e il sacrificio? Fu solo il pomeriggio, di ritorno dai vespri, che trovai l'occasione di parlare al mio Papà diletto. Era andato a sedersi sul bordo della cisterna e là, con le mani giunte, contemplava le meraviglie della natura; il sole, i cui fuochi avevano perso l'ardore, indorava la cima dei grandi alberi dove gli uccellini cantavano gioiosamente la preghiera della sera. Il bel volto di Papà aveva un'espressione celeste, sentivo che la pace gli inondava il cuore. Senza dire una sola parola andai a sedermi accanto a lui, gli occhi già bagnati di lacrime; egli mi guardò con tenerezza, mi prese la testa e l'appoggiò sul suo cuore dicendomi: « Che hai reginetta mia?... confidamelo... ». Poi, alzandosi, come per nascondere la sua emozione, camminò lentamente tenendomi sempre la testa sul suo cuore. Tra le lacrime gli confidai il mio desiderio di entrare al Carmelo: allora le sue lacrime vennero a mescolarsi alle mie, ma non disse una parola per distogliermi dalla mia vocazione; si accontentò semplicemente di farmi notare che ero ancora molto giovane per prendere una decisione tanto grave. Ma io difesi così bene la mia causa che, con la sua natura semplice e retta, egli fu subito convinto che il mio desiderio era quello di Dio stesso, e nella sua fede profonda esclamò che il Buon Dio gli faceva un grande onore a domandargli così le sue figlie. Continuammo a lungo la nostra passeggiata; il mio cuore, sollevato dalla bontà con la quale il mio incomparabile Padre aveva accolto le sue confidenze, si riversava dolcemente nel suo. Papà sembrava godere di quella gioia tranquilla che da' il sacrificio consumato; mi parlò come un santo e vorrei ricordarmi le sue parole per scriverle qui, ma di esse ho conservato solo un ricordo troppo profumato perché si possa esprimere. Ciò di cui mi ricordo perfettamente fu il gesto simbolico che il mio diletto Re compì senza saperlo. Avvicinandosi ad un muro non molto alto, mi mostrò dei fiorellini bianchi simili a dei gigli in miniatura e, prendendo uno di quei fiori, me lo diede, spiegandomi con quanta cura il Buon Dio l'aveva fatto nascere e l'aveva conservato fino a quel giorno. Sentendolo parlare, credevo di ascoltare la mia storia, tanta era la somiglianza tra quello che Gesù aveva fatto per il piccolo fiore e la piccola Teresa...Ricevetti quel fiorellino come una reliquia e vidi che nel coglierlo Papà aveva tolto tutte le sue radici senza spezzarle: sembrava destinato a vivere ancora in un'altra terra più fertile del muschio tenero nel quale erano trascorsi i suoi primi giorni... Era proprio questo stesso atto che Papà aveva fatto per me alcuni istanti prima, permettendomi di salire la montagna del Carmelo e di lasciare la dolce valle, testimone dei miei primi passi nella vita."

(Scritto autobiografico "Storia di un'anima-A" n. 143)

sabato 30 maggio 2009

Maria, donna dell'ultima ora

"Nunc et in hora mortis nostrae". In latino suona meglio!

Sembra che a lei non si possa chiedere altro: "prega per noi peccatori".
Esperta di quell'ora, guardiana della nostra ultima ora, si rende presente in quella frazione di tempo in cui ognuno di noi si gioca il suo eterno destino.

E' un passaggio difficile, un transito che mette paura per quella carica di ignoto che si porta incorporata.

Dacci una mano, mettiti accanto a noi, perchè possiamo affrontare la notte.
Piantati sotto la croce e sorvegliaci nell'ora delle tenebre.
Che la morte , comunque ci trovi vivi!

Se ci darai una mano non avremo più paura di lei.
Aiutaci a saldare con i segni del pentimento e con la richiesta di perdono,
le ultime pendenze nei confronti della giustizia di Dio.

Quando corpus morietur, fac ut animae donetur paradisi gloria.

La Mortificazione

- Figliuoli, umiliate la mente, soggettate il giudizio.
- Tutta l'importanza della vita cristiana consiste nel mortificare la razionale.
- Molto più giova mortificare una propria passione per piccola che sia, che molte
astinenze, digiuni e discipline.
- Quando gli capitava qualche persona che avesse fama di santità, era solito provarla
con mortificazioni spirituali e se la trovava mortificata e umile, ne teneva conto,
altrimenti l'aveva per sospetta, dicendo: Ove non è gran mortificazione, non può
esservi gran santità.
- Le mortificazioni esteriori aiutano grandemente all'acquisto della mortificazione
interiore e delle altre virtù.

venerdì 29 maggio 2009

Maria, donna dei nostri giorni

Maria , la vogliamo sentire e vedere così. Di casa. Immersa nella cronaca paesana.
Con gli abiti del nostro tempo.
Che non mette soggezione a nessuno, che parcheggia la macchina (magari anche la bici!) accanto alla nostra.
Vogliamo darle uno dei nostri cognomi.

Donna di ogni età...vogliamo immaginarla adolescente, operaia, commessa, insegnante...atleta, che va al mercato, che cambia una flebo, che aspetta il suo bambino , o che si allena per una gara.

Fiera per lo spessore culturale della nostra Italia.
Maria la vogliamo sentire così. Tutta nostra, ma senza gelosie. Italiana puro sangue!

Vieni ad abitare in mezzo a noi...
Liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te 2000 anni fa siamo improponibili oggi per noi.

Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea di tutti.
E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, non ti si senta rispondere :"presente".
Come un'antica compagna di scuola.

San Filippo Neri.L'amore di Dio.

Mentre leggevo questo breve testo mi è risunotata la frase di San Paolo per mè :vivere è Cristo, morire è un guadagno! oppure La frase di Santa Teresa: nulla ti turbi nulla ti spaventi solo Dio basta.
Buona riflessione a tutti!

- Chi vuole altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che si voglia. Chi dimanda
altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che dimanda. Chi opera e non per Cristo,
non sa quello che si faccia.
- L'anima che si dà tutta a Dio, è tutta di Dio.
- Quanto amore si pone nelle creature, tanto se ne toglie a Dio.
- All'acquisto dell'amor di Dio non c'è più vera e più breve strada che staccarsi
dall'amore delle cose del mondo ancor piccole e di poco momento e dall'amor di se
stesso, amando in noi più il volere e servizio di Dio, che la nostra soddisfazione e
volere.
- Come mai è possibile che un uomo il quale crede in Dio, possa amare altra cosa che
Dio?
- La grandezza dell'amor di Dio si riconosce dalla grandezza del desiderio che l'uomo
ha di patire per amor suo.
- A chi veramente ama Dio non può avvenire cosa di più gran dispiacere quanto non
aver occasione di patire per Lui.
- Ad uno il quale ama veramente il Signore non è cosa più grave, né più molesta
quanto la vita.
- I veri servi di Dio hanno la vita in pazienza e la morte in desiderio.
- Un'anima veramente innamorata di Dio viene a tale che bisogna che dica: Signore,
lasciatemi dormire: Signore, lasciatemi stare.

giovedì 28 maggio 2009

l'abbraccio

Il cammino della vita

"Se nel cammino della vita hai acceso anche soltanto una fiaccola nell'ora buia di qualcuno, non hai vissuto invano"
-- Joseph Folliet

Desiderio di Perfezione.

Oggi il post sulle massime di Sa Filippo Neri lo sento particolarmente mio!
La Chiesa celebra la memoria di San Emilio martire!
Che bello portare il nome di qualcuno che ha impresso sulla sua carne il sigillo del martirio!
Testimoniare Cristo fino allo spargimento del sangue.
Certamente quello del martirio è un dono che Dio solo elargisce, sicuramente non va cercato nè ostentato!
La chiesa insegna che ci sono tanti modi pe testimoniare l'amore per Gesù Cristo!
Certamente il posto dove mi chiama a testimoniarlo è nella famiglia, vocazione fondamentale della mia vita, ma anche nel lavoro.
Che bello essere chiamato papà dalle mie bimbe è maestro dagli alunni!
Sottolineo maestro con la m minuscala! quella Maiuscola appartiene al mio Maestro.

- Non è tempo di dormire, perché il Paradiso non è fatto pei poltroni.
- Bisogna desiderare di far cose grandi per servizio di Dio, e non accontentarsi di una
bontà mediocre, ma aver desiderio (se fosse possibile) di passare in santità ed in
amore anche S. Pietro e S. Paolo: la qual cosa, benché l'uomo non sia per conseguire,
si deve con tutto ciò desiderare, per fare almeno col desiderio quello che non
possiamo colle opere.
- Non è superbia il desiderare di passare in santità qualsivoglia Santo: perché il
desiderare d'essere santo è desiderio di voler amare ed onorare Dio sopra tutte le
cose: e questo desiderio, se si potesse, si dovrebbe stendere in infinito, perché Dio è
degno d'infinito onore.
- La santità sta tutta in tre dita di spazio, e si toccava la fronte, cioè nel mortificare la
razionale, contrastando cioè a se stesso, all'amore proprio, al proprio giudizio.
- La perfezione non consiste nelle cose esteriori, come in piangere ed altre cose simili,
e le lacrime non sono segno che l'uomo sia in grazia di Dio.
- Parlando il Santo di spirito e della perfezione diceva: Ubbidienza, Umiltà, Distacco!

Maria, donna elegante

I riferimenti biblici che alludono all'eleganza di Maria sono tantissimi.
Basterebbe pensare al Cantico dei Cantici....elegante come il sole....

I modelli disegnati da Valentino sembrano ciarpame e le creazioni di Armani scampoli di rigattieri!
Gesù forse si divertiva a chiamare sua madre con i nomi delle piante più profumate ... come pure c'è da supporre che pensasse a lei quando disse :" Lucerna del corpo è l'occhio..."
Maria, regalaci un pò dei tuoi abiti.
Abituaci ai tuoi gusti...

Lo sai bene che ci riferiamo a quei capi di abbigliamento interiore che adornano l'esistenza terrena: gratitudine, semplicità, misura delle parole, trasparenza, tenerezza, stupore.
Sono abiti che non sono ancora passati di moda....
anche se sono troppo grandi per le nostre misure faremo di tutto per adattarli alla nostra taglia.

Svelaci il segreto della tua linea.

mercoledì 27 maggio 2009

Una meravigliosa clivia


Nessuno di noi è così pazzo da pensare di realizzare un capolavoro come questo fiore!
Se fissiamo lao sguardarlo su di esso ci accorgeremo che nel nostro cuoore sgorgherà un profondo desiderio di dire a Dio : come sono meravigliose le opere delle tue mani!

Maria, donna bellissima

Maria doveva essere bellissima!
Non parlo solo della sua anima. Parlo del suo corpo di donna.
C'è una parola greca nel vangelo molto importante: è la spia rivelatrice della bellezza del corpo di Maria.
E' kecharitomène, tradotta con "piena di grazia".
Vogliamo ringraziare per il mistero della bellezza... lo si scorge in un tramonto, nel silenzio dei boschi, nei profumi dei fiori, nelle lacrime di un bambino, nell'armonia del corpo della donna, nell'incanto degli occhi suoi ridenti e fuggitivi.
Riconciliaci con la bellezza. Tu lo sai che dura poco nelle nostre mani rapaci, sfiorisce subito...
Non la sappiamo trattare insomma.
Restituiscici ad ansie di incontaminate trasparenze, e toglici la tristezza di dover distogliere gli occhi dalle cose belle della vita, per timore che il fascino dell'effimero ci faccia depistare i passi dai sentieti che portano alle soglie dell'eterno.
Facci comprendere che sarà la bellezza a salvare il mondo!
Viviamo in stagioni crepuscolari però in questa camera oscura della ragione c'è ancora una luce che potrà impressionare la pellicola del buon senso: è la luce della tua bellezza.
E' per questo che vogliamo sentire il fascino sempre benefico anche del tuo umano splendore, così come sentiamo la lusinga, talvolta ingannatrice, delle creature terrene...
tutto ciò ci aiuta già tanto a preservarci dalla palude....
ed è motivo per noi di incredibile speranza.

SanFilippo Neri .L'Umiltà

- Figliuoli, siate umili, state bassi: siate umili, state bassi.
- Umiliate voi stessi sempre, e abbassatevi negli occhi vostri e degli altri, acciò
possiate diventar grandi negli occhi di Dio.
- Dio sempre ha ricercato nei cuori degli uomini lo spirito d'umiltà, e un sentir basso
di sè. Non vi è cosa che più dispiaccia a Dio che l'essere gonfiato della propria stima.
- Non basta solamente onorare i superiori, ma ancora si devono onorare gli eguali e
gli inferiori, e cercare di essere il primo ad onorare.
- Per fuggire ogni pericolo di vanagloria voleva il Santo che alcune devozioni
particolari si facessero in camera, ed esortava che si fuggisse ogni singolarità. A
proposito della vanagloria diceva: Vi sono tre sorta di vanagloria. La prima è
Padrona e si ha quando questa va innanzi all'opera e l'opera si fa per il fine della
vanagloria. La seconda è la Compagna e si ha quando l'uomo non fa l'opera per fine
di vanagloria, ma nel farla sente compiacenza. La terza è Serva e si ha quando nel
far l'opera sorge la vanagloria, ma la persona subito la reprime.
- Per acquistare il dono dell'umiltà sono necessarie quattro cose: spernere mundum,
spernere nullum, spernere seipsum, spernere se sperni: cioè disprezzare il mondo,
non disprezzare alcuno, disprezzare se stesso, non far conto d'essere disprezzato. E
soggiungeva, rispetto all'ultimo grado: A questo non sono arrivato: a questo vorrei
arrivare.
- Fuggiva con tutta la forza ogni sorta di dignità: Figliuoli miei, prendete in bene le mie
parole, piuttosto pregherei Iddio che mi mandasse la morte, anzi una saetta, che il
pensiero di simili dignità. Desidero bene lo spirito e la virtù dei Cardinali e dei Papi,
ma non già le grandezze loro.

martedì 26 maggio 2009

Il grande amore per la natura


Oggi nel pomeriggio in chat di Irc 2.0 dalla frase hora et labora di San Benedetto la collegha Sara mi ha regalato una sua esperienza veramente suggestiva dell'amore che ha per il suo giardino, quindi per il dono della terra!
Ho voluto raccogliere qualche frase che mi ha fatto particolarmente riflettere!
Lei mi ha confessato che infondo il contatto con i fiori, la terra, la loro cura, sono per lei come preghiera che sale a Dio, forse in modo diretta al cielo!

........Affondare le mani nella terra, sporcarsi di essa, curare i fiori, guardarli......Si ha detto proprio così, in maniera veramente plastica, quasi a fartelo rivivere personalmente!
Ma quello chè più ha reso l'idea della sua attenzione per la natura è questa :

....nel giardino c'era la neve, è un giorno ho provato a scavare in un angolino, è la terra sotto era calda... pazzesco
una sensazione stupenda!
e da li a poco sono sbocciati i narcisi.

la preghiera di San Filippo Neri

Mi è sempre stata cara la figura di San Filippo Neri.
Oggi navigando sul web alla ricerca di pensier suoi ne ho trovato quancuno che per qualche giorno vorrei condivider con voi! Buona lettura!

- L'uomo che non fa orazione è un animale senza ragione.
- Il nemico della nostra salute di nessuna cosa più si contrista, e nessuna cosa cerca
più impedire che l'orazione.
- Non vi è cosa migliore per l'uomo che l'orazione, e senza di essa non si può durar
molto nella vita dello spirito.
- Per fare buona orazione deve l'anima prima profondissimamente umiliarsi e
conoscersi indegna di stare innanzi a tanta maestà, qual è la maestà di Dio, e
mostrare a Dio il suo bisogno e la sua impotenza, ed umiliata gettarsi in Dio, che Dio
le insegnerà a fare orazione.
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- La vera preparazione all'orazione è l'esercitarsi nella mortificazione: perché il
volersi dare alla orazione senza questa è come se un uccello avesse voluto
incominciar a volare prima di metter le penne.
- Ai giovani diceva: Non vi caricate di troppe devozioni, ma intraprendetene poche, e
perseverate in esse. Non tante devozioni, ma tanta devozione.

Maria, donna del piano superiore

Icone... qualcuno le ha definite finestre del tempo aperte sull'eterno.

In Atti legge: "salirono sul piano superiore, dove abitavano"
e con loro c'era anche Maria.

Dal piano superiore, quasi ad indicarci i livelli spirituali
su cui deve svolgersi l'esistenza di ogni cristiano.

Preservaci dalla tristezza di impantanarci senza via d'uscita
negli angusti perimetri del quotidiano.

Sant'Ignazio di Loyola e San Filippo Neri

lunedì 25 maggio 2009

Maria è la speranza dei peccatori

Leggendo il libro di san Alfonso ho trovato questo interpretazione sui due grandi luminari, il sole è la luna, che aiutano tanto a capire il valore dell'intercessoine di Maria accanto al Figlio.che ebbe a d E' assolutamente autentica quella farse di Paolo VI, il quale cita a sua volta un grande santo....Non si può essere cristiani se no si è mariani!
Buona riflessione

Dopo aver creato la terra, Dio, fece "due luminari grandi:il lumineare più grande per presiedere al giorno è il luminare più piccolo che presiede alla notte(gen 1,16).
"Il sole dice il cardinale Ugo, fu fugura di Gesù Cristo,la cui luce godono i giusti"che vivono nei giorni della grazia divina; " la luna fu figura di Maria per mezzo della quale sono illuminati i peccatori" che vivono nella notte del peccato.
Poichè dunque Maria è questa luna propizia ai poveri peccatori, dice Innocenzo III, se mai uno sciagurato "è caduto nella notte della colpa, guardi la luna, invochi Maria".
Poichè egli ha perduto la luce del sole, perdendo la grazia divina, si rivolga alla luna, preghi Maria,ed ella gli darà luce per conoscere la miseria del suo stato e forza per uscirne presto. Dice san Metodio che per le preghiere e l'intervento di maria continuamente si convertono innumerevoli peccatori.

tratto da San Alfonso M. de Liguori, Le glorie di Maria

Irc esercito di professionisti

Ieri sera in chat Irc 2.o ho conosciuto la collega Piera Ferraro, insegnante Irc della scuola primaria di Napoli.
Dopo una breve chiacchierata,un scambio di informazioni e tanto desiderio di condividere le proprie esperienze informatiche, abbiamo pensato che sarebbe stato utile avere conoscere i rispettivi blog!
Mosso dalla curiosità mi sono affrettato ad entrare nel suo spazio virtuale ed ho trovato un vero e proprio sito che vale veramente la pena conoscere!
Le sue doti multimediali sono fuori discussione! E' una vera risorsa che si unisce ad oggi ai 356 colleghi presenti nel social network.
Coraggio colleghi è colleghe, noi siamo chiamati ad essere gli apostoli del web, portatori di speranza per i nostri alunni chiamati ad essere i profeti delle future generazioni!
Visitiamo dunque il sito di Piera http://digilander.libero.it/ferraro.piera/index.htm che insieme a quelli degli Irc già presenti in rete arricchisce lo spazio della condivisione!

RELIGIONE, INSEGNANTI 2.0

RELIGIONE, INSEGNANTI 2.0
Religione 2.0 ( www.religione20.net) è un blog nato nel 2007 per creare una rete di insegnanti di religione intorno a una idea: comunicare i contenuti della religione alle nuove generazioni con gli strumenti che loro usano quotidianamente, come Youtube o Google Maps. La comunicazione con gli insegnanti di religione tramite il blog aveva però il limite di essere unidirezionale anziché circolare: ci voleva qualcosa che creasse relazioni più profonde. Così ho realizzato un social network simile a Facebook, dedicato esclusivamente a una nuova generazione di « insegnanti 2.0 » . Grazie a una piattaforma personalizzabile è nato Irc 2.0 ( ircduepuntozero. ning. com), frequentato da oltre 300 insegnanti di religione. Irc 2.0 è un luogo dove incontrarsi, inserire i propri lavori multimediali e cercare aiuto. Non solo relazioni virtuali, però: all’incontro di Roma col Papa gli insegnanti conosciutisi in rete si sono incontrati di persona.
Luca Paolini
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Maria, donna conviviale

La fantasia corre alla celebre icona di Rublev: icona della trinità.

Nel cielo più persone uguli e distinte vivono a tal punto la comunione da formare un solo Dio.
Sulla terra più persone uguali e distinte devono vivere la comunione così da formare un solo uomo: l'uomo nuovo : Cristo Gesù!

Luogo di relazioni vere, cioè si riconoscono i volti delle persone, se ne promuove l'uguale e se ne impedisce l'omologazione nell'anonimato della massa.

Forse solo in cielo scopriremo e capiremo fino in fondo quanto tu sei importante per la crescita della comunione umana.

domenica 24 maggio 2009

Il silenzio è fede

Quando taci perchè è Lui che agisce,
quando rinunci ai suoni,
alle voci del mondo per stare alla sua Presenza,
quando non cerchi comprensione,
perchè ti basta essere conosciuto da Lui:
il silenzio è fede.

Maria, donna del terzo giorno

Perchè non si parla nel Vangelo di apparizioni a Maria da parte del Figlio Risorto?
Perchè non c'era bisogno!

Nonostante ci dicano che non ci fu nessun testimone io penso che un'eccezione ci fu: Maria, l'unica, dovette essere presente a quella peripezia suprema della storia.
Gli altri furono testimoni del Risorto, Lei della Resurrezione.

Donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà presa su di noi.
Non attendere che le donne vengano con gli unguenti, vieni prima tu,
coi riflessi del Risorto negli occhi e con i profumi della testimonianza diretta.

Solo tu puoi assicurare che la morte è stata uccisa davvero...
Strappaci dal volto il sudario della disperazione e arrotola
per sempre in un angolo le bende del nostro peccato.

« Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta » (Lc 15,6)

Nel giorno della tua Ascensione, o Cristo Re,
gli angeli e gli uomini ti acclamano:
«Sei santo, Signore, perché sei disceso e hai salvato Adamo,
l'uomo fatto con la polvere (Gen 2,7),
dall'abisso della morte e del peccato,
e con la tua Ascensione santa, o Figlio di Dio,
i cieli e la terra entrano nella pace.
Gloria a colui che ti ha mandato!»
La Chiesa ha visto il suo Sposo nella gloria,
e ha dimenticato le sofferenze del Gòlgota.
Invece del fardello della croce che portava,
egli viene portato da una nube di luce.
Ecco che viene elevato in alto, vestito di spendore e di gloria.

Un grande prodigio viene compiuto oggi sul monte degli Ulivi:
Chi è capace di esprimerlo?...
Il nostro Maestro era disceso alla ricerca di Adamo,
e, dopo aver ritrovato colui che era perduto,
se l'é messo in spalla,
e con gloria l'ha introdotto in cielo con lui (cfr Lc 15,4s).
È venuto e ci ha mostrato che era Dio;
ha rivestito un corpo e ha mostrato che era uomo;
è disceso negli inferi e ha mostrato che era morto;
è salito ed è stato esaltato e ha mostrato che era grande.
Benedetta sia la sua esaltazione!

Nel giorno della sua nascita, Maria si rallegra,
nel giorno della sua morte, la terra trema,
nel giorno della sua risurrezione, l'inferno si affligge,
nel giorno della sua ascensione, il cielo esulta.
Benedetto sia la sua Ascensione!

Liturgia siriana

Maria, donna del sabato santo

Ci sono a volte degli attimi così densi di mistero che si ha l'impressione
di averli già sperimentati in altre stagioni della vita,
e ci sono degli attimi così gonfi di presentimenti che vengono vissuti
come anticipazioni di beatitudini future.

Se nel sabato santo il presente sembra oscillare su passato e futuro,
è perchè protagonista assoluta, sia pur silenziosa, è Maria.

Maria dopo il vento del Golgota che ha spento tutte le lampade, è rimasta l'unico punto luce in cui si concentrano gli incendi del passato e i roghi del futuro,
tu sei l'unico punto di contatto col cielo, che ha preservato la terra dal black-aut della grazia...
Prepara anche noi all'appuntamento con Lui.

Per ingannare il tempo mettiti accanto a noi e facciamo le prove dei canti.
Perchè quì le ore non passano mai.

sabato 23 maggio 2009

Spazio divertimenti

Ho reperito un ppt che ripota frasi veramente simpatiche raccolte nelle bacheche di varie parrocchie. Io le ho trovate divertenti ed ho pensato che per chi visita il blog ci sia bisogno anche di qualche sana risata. A voi il giudizio.
Ne inserirò una ogni tanto. Do così inizio all'angolo delle risate.
Buona lettura.

Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!!

lettera da parte di Dio

Ascensione


Ebbene, fratelli cari: ci preme contemplare con gli occhi dello spirito Gesù che sale al cielo? Ci urge dentro l'anelito di arrivare con lui e per lui nel paradiso? Allora usciamo da questa terra, dirigendo la mente verso un punto di visuale più alto; applichiamoci a rompere il guscio del basso sentire e a polarizzare il cuore sul volere divino. Non collochiamo il risultato nei bassifondi, ossia in soddisfazioni terra a terra, oppure sulle cime della superbia; altrimenti il Signore ci dirà: "In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa." Mt 6,2. Ma la nostra obbedienza a Dio deve fruttificare su un monte ubertoso, ossia sulle vette della carità, in modo che tutto quello che facciamo proceda portato dall'amore di Dio.
"Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse". Lc 24,50. Ben fortunati quelli che avevano come compagno il Signore ed ebbero la sorte gratificante di venire benedetti dalle sue mani. Vedete, fratelli, che eredità ci ha lasciato il Signore, quando è passato al Padre? Essa non è legata né all'oro né all'argento né ad altre realtà provvisorie, ma è la sua benedizione.

Per non sprofondare nella malinconia, visto che Gesù si è allontanato fisicamente, ascoltiamo un altro evangelista raccontare quello che Cristo disse in quel momento: "Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Mt 28,20. Come sarà possibile visto che ci ha lasciati?
Certo ormai egli non starà con noi tramite una presenza corporea. Ma lo è secondo la divinità, perché la sua sollecita tenerezza ce lo rende sempre accanto. "Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Dio giustifica. Chi condannerò? Cristo Gesù che è morto, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?" Rm 8,31-33. Carissimi, un compito ci attende: dobbiamo intrecciare la lotta virile contro le potenze demoniache insieme con la pace fondata sulla fiducia in Gesù. Non possono cadere nel vuoto quelli che Cristo sostiene, in favore dei quali mostra al Padre le piaghe che ebbe a subire per noi. Niente e nessuno deve ribaltare la nostra speranza.

Dai discorsi di Elredo di Rievaulx

venerdì 22 maggio 2009

Un pensiero per S Rita


Racconta il biografo: "Stando una volta alla Santa Messa, questa nostra Beata Rita a Cascia, nella chiesa delle Reverende Madri di santa Maria Maddalena, le s’improntarono talmente nell’intelletto suo queste sante parole: ‘Ego sum Via Veritas et Vita’ (‘Io sono la Via la Verità e la Vita’), che... le cominciò talmente a considerare, che da quell’hora incominciò ferventissimamente ad amare questo Giesù, ed a servirlo... L’era giusto un dire che non poteva verità dire se non parlando con Lui, né poteva vivere se non con Lui, né poteva camminare se non con Lui, né insomma mai adoprare bene alcuno senza Lui... Perciò abbracciò e strinse strettamente il suo dolce Giesù".

http://www.casciaonline.it/frasidirita.htm

un pensiero per Santa Rita di Giovanni Paolo II

Rita è la "donna FORTE" e la "vergine SAGGIA"
della quale ci parla la Scrittura
che in tutti gli stati della vita indica,
non già a parole,
quale sia la via autentica della santità come
sequela fedele di Cristo fino alla Croce.
(Papa Giovanni Paolo II)

Il silenzio è umiltà

Quando taci per lasciare emergere i fratelli,
quando celi nel riserbo i doni di Dio,
quando lasci che il tuo agire sia interpretato male,
quando lasci agli altri la gloria dell'impresa,
il silenzio è umiltà

Maria, donna che conosce la danza

Che Maria fosse esperta di danza sta a dircelo
una parola-spia presente nel suo vocabolario: "esultare".
Viene dal latino ex-saltare che significa appunto saltellare quà e là...

Ci fa sospettare che il Magnificat deve averlo cantato danzando!

Ti preghiamo solo che, nel momento della prova, ci preservi dal pianto dei disperati...
se ci sei la luce non tarderà.

Facci capire che la festa è l'ultima vocazione dell'uomo.

Fa che, nelle frequenti carestie di felicità che contrassegnano i nostri giorni,
non smettiamo di attendere con fede Colui che verrà finalmente
a " mutare il lamento in danza e la veste di sacco in abito di gioia".

giovedì 21 maggio 2009

Il silenzio è pazienza

quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi consolazione dagli uomini,
quando non intervieni,
ma attendi che il seme germogli lentamente,
il silenzio è pazienza.

Maria, donna del popolo

Il Signore se l'è scelta in mezzo alla gente comune e l'ha fatta sua.
Insegnaci a condividere con la gente le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce...

Donaci il gusto di stare...
Liberaci dall'autosufficienza.
Snidaci dalle tane dell'isolamento.

Dacci una mano perchè possiamo rafforzare la nostra declinante coscienza di popolo.
Noi credenti, sentiamo di dover offrire una forte testimonianza di comunione sulla quale il mondo possa cadenzare i suoi passi, rimanici accanto in questa diffile impresa.
Non per nulla ti ripetiamo nel canto: " Mira il tuo popolo, o bella Signora".

mercoledì 20 maggio 2009

Maria, donna vera

Insomma, Maria è buona solo come punto di riferimento per le monache di clausura e per le ragazze tutte casa e chiesa,
o è l'aspirazione struggente di ogni donna che voglia vivere in pienezza la sua femminilità?

Non so darmi risposta.

Donna vera icona del mondo femminile...
fa che donne in questa faticosa transumanza non si disperdano...
ma sappiano individuare i sentieri giusti.

Aiutaci almeno a ringraziare Dio che,
se per umanizzare la terra si serve dell'uomo senza molto riuscirci,
per umanizzare l'uomo
vuol servirsi della donna: nella certezza che stavolta non fallirà!

Il trigramma del Nome di Gesù


Affinché la sua predicazione non fosse dimenticata facilmente, Bernardino con profondo intuito psicologico, la riassumeva nella devozione al Nome di Gesù e per questo inventò un simbolo dai colori vivaci che veniva posto in tutti i locali pubblici e privati, sostituendo blasoni e stemmi delle famiglie e delle varie corporazioni spesso in lotta tra loro.
Il trigramma del nome di Gesù, divenne un emblema celebre e diffuso in ogni luogo, sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena campeggia enorme e solenne, opera dell’orafo senese Tuccio di Sano e di suo figlio Pietro, ma lo si ritrova in ogni posto dove Bernardino e i suoi discepoli abbiano predicato o soggiornato.
Qualche volta il trigramma figurava sugli stendardi che precedevano Bernardino, quando arrivava in una nuova città per predicare e sulle tavolette di legno che il santo francescano poggiava sull’altare, dove celebrava la Messa prima dell’attesa omelia, e con la tavoletta al termine benediceva i fedeli.
Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso, per questo è considerato patrono dei pubblicitari; il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro, sopra vi sono le lettere IHS che sono le prime tre del nome Gesù in greco (ma si sono date anche altre spiegazioni, come l’abbreviazione di “In Hoc Signo (vinces)”, il motto costantiniano, oppure di “Iesus Hominum Salvator”.
Ad ogni elemento del simbolo, Bernardino applicò un significato; il sole centrale è chiara allusione a Cristo che dà la vita come fa il sole, e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità.
Il calore del sole è diffuso dai raggi, ed ecco allora i dodici raggi serpeggianti cioè i dodici Apostoli e poi da otto raggi diretti che rappresentano le beatitudini; la fascia che circonda il sole rappresenta la felicità dei beati che non ha termine, il celeste dello sfondo è simbolo della fede; l’oro dell’amore.
Bernardino allungò anche l’asta sinistra dell’H, tagliandola in alto per farne una croce, in alcuni casi la croce è poggiata sulla linea mediana dell’H.
Il significato mistico dei raggi serpeggianti era espresso in una litania: 1° rifugio dei penitenti; 2° vessillo dei combattenti; 3° rimedio degli infermi; 4° conforto dei sofferenti; 5° onore dei credenti; 6° gioia dei predicanti; 7° merito degli operanti; 8° aiuto dei deficienti; 9° sospiro dei meditanti; 10° suffragio degli oranti; 11° gusto dei contemplanti; 12° gloria dei trionfanti.
Tutto il simbolo è circondato da una cerchia esterna con le parole in latino tratte dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, sia degli esseri celesti, che dei terrestri e degli inferi”.
Il trigramma bernardiniano ebbe un gran successo, diffondendosi in tutta Europa, anche s. Giovanna d’Arco volle ricamarlo sul suo stendardo e più tardi fu adottato anche dai Gesuiti.
Diceva s. Bernardino: “Questa è mia intenzione, di rinnovare e chiarificare il nome di Gesù, come fu nella primitiva Chiesa”, spiegando che, mentre la croce evocava la Passione di Cristo, il suo nome rammentava ogni aspetto della sua vita, la povertà del presepio, la modesta bottega di falegname, la penitenza nel deserto, i miracoli della carità divina, la sofferenza sul Calvario, il trionfo della Resurrezione e dell’Ascensione.
In effetti ribadiva la devozione già presente in san Paolo e durante il Medioevo in alcuni Dottori della Chiesa e in s. Francesco d’Assisi, inoltre tale devozione era praticata in tutto il Senese, pochi decenni prima dai Gesuati, congregazione religiosa fondata nel 1360 dal senese beato Giovanni Colombini, dedita all’assistenza degli infermi e così detti per il loro ripetere frequente del nome di Gesù.
Quindi la novità di s. Bernardino fu di offrire come oggetto di devozione le iniziali del nome di Gesù, attorniato da efficaci simbolismi, secondo il gusto dell’epoca, amante di stemmi, armi, simboli.
L’uso del trigramma, comunque gli procurò accuse di eresie e idolatria, specie dagli Agostiniani e Domenicani, e Bernardino da Siena subì ben tre processi, nel 1426, 1431, e 1438, dove il francescano poté dimostrare la sua limpida ortodossia, venendo ogni volta assolto con il favore speciale di papa Eugenio IV, che lo definì “il più illustre predicatore e il più irreprensibile maestro, fra tutti quelli che al presente evangelizzano i popoli in Italia e fuori”.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/27300

martedì 19 maggio 2009

Preghiera a Maria di San Bernardo

Siamo giunti al 19 maggio ed il mio spirito, ogni giorno, si va inebriando della dolcezza di Maria.
Ed è proprio in questo mese dedicato a Lei, che voglio condividere con voi, cari amici lettori è lettrici del mio blog , una bellissima preghiera di san Bernardo tratta dal libro che da qualche tempo sto meditando: Le glorie di Maria,di san Alfonso M. de Liguori.

Uomo chiunque tu sia,hai capito che in questa vita,più che camminare sulla terra,vai ondeggiando fra i pericoli è le tempeste. Se non vuoi restare sommerso,non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella.
Guarda la stella,chiama Maria.
Nei pericoli di peccare,nelle angosce,nelle tentazioni,nei dubbi su ciò che devi risolvere,pensa a Maria che ti può aiutare,invoca Maria che subito ti soccorra. Il suo nome potente non lasci la tua bocca che l’invoca,non esca dal tuo cuore fiducioso.
Segui Maria,non ti smarrirai. Se ti raccomanderai a Lei non dispererai. Se ti sostiene non cadrai.
Se ti protegge,non puoi temere di perderti. Se ti guida,senza fatica ti salverai. Se ti difende,certamente giungerai al regno dei beati. Fa così è vivrai.

Il silenzio è misericordia.

Quando non riveli le colpe dei fratelli,
quando perdoni senza indagare nel passato,
quando no condanni ma, ma intercedi nell’intimo,
il silenzio è misericordia.

Maria, donna di servizio

Donna di servizio, dunque.

Rendici consapevoli che sotto le mentite spoglie degli affaticati e degli oppressi, si nasconde il Re.
Apri il nostro cuore alla sofferenza dei fratelli.

Fà che il Vangelo diventi la norma ispiratrice di ogni nostra scelta quotidiana.
preservaci dalla tentazione di praticare sconti alle sue esigenti richieste.
Rendici capaci di obbedienze gaudiose.

Donaci la beatitudine di quei servi che egli, tornando nel cuore della notte, troverà ancora svegli, e che, dopo essersi cinte le vesti, lui stesso farà mettere a tavola e passerà a servire.
E perchè possiamo intuire le necessità, donaci occhi gonfi di tenerezza e di speranza.

Gli occhi che avesti tu, quel giorno. A Cana di Galilea.

lunedì 18 maggio 2009

Il silenzio è mitezza.

Quando non rispondi alle offese,
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci ad altri la difesa del tuo onore,
il silenzio è mitezza.

Maria, donna obbediente

Chi obbedisce non annulla la sua libertà ma la esalta,
mette in moto i meccanismi più profondi dell'ascolto e del dialogo.
Donaci gli occhi della fede...

Preservaci dagli appagamenti facili e dalle acquiescenze comode sui gradini intermedi che impediscono di risalire fino a te.
Non è raro, infatti che gli istinti idolatrici, non ancora spenti nel nostro cuore,
ci facciano scambiare per obbedienza evangelica ciò che è solo cortigianeria,
e per virtù ciò che è solo squallido tornaconto.

Liberaci dalle vertigini del vuoto e donaci la certezza che chi obbedisce al Signore non si schianta al suolo, ma cade sempre sulle sue braccia.

domenica 17 maggio 2009

Seneca

E' l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.

Da un uomo grande c'è qualcosa da imparare anche quando tace.

È necessario che tu viva per un'altra persona se vuoi vivere per te stesso.

Non si compie un'azione virtuosa in vista di un premio: il premio sta nell'averla compiuta.

Poichè sarebbe troppo faticoso avere tutti amici, basta non avere troppi nemici.

Sant’Ignazio d’Antiochia: « Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici

Sto scrivendo a tutte le Chiese per far sapere che sono pronto a morire per Dio, se voi però non me l'ho impedite. Vi scongiuro: non abbiate per me una pietà inopportuna. Lasciate che diventi pasto delle belve, per mezzo delle quali mi è dato raggiungere Dio. Sono frumento di Dio e devo essere macinato dai denti delle fiere per poter divenire pane puro di Cristo…

A nulla mi gioveranno i godimenti del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. Io cerco colui che è morto per noi, voglio colui che per noi è risorto. È vicino il momento della mia nascita. Abbiate compassione di me, fratelli. Non impeditemi di nascere alla vita… Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio…

Ogni mio desiderio terreno è crocifisso e non c'è più in me nessun'aspirazione per le realtà materali, ma un'acqua viva (Gv 4,10 ; 7,38) mormora dentro di me e mi dice: «Vieni al Padre». Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di Davide: voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile… Pregate per me, perché possa raggiungerlo.

Maria, donna del silenzio

Maria, cattedrale del silenzio.
Custodisce il silenzio, gelosamente.
Non lo rompe neppure quando parla.
Donna di poche parole.

Santa Maria donna del silenzio raccontaci dei tuoi appuntamenti con Dio.
Persuadici che solo nel silenzio maturano le cose grandi della vita.
Non ti allontanare dal nostro fianco nell'ora della prova...in quel momento rompi pure il silenzio:
per dirci parole di consolazione...
e sentiremo sulla nostra pelle i brividi della Pasqua.

Ai pedi di Maria


Quant'è grande la misericordia di qusta grande madre celeste!
In due mesi ho avuto la grazia di visitare due tra i più grandi Santuari mariani della cristianità: Loreto il 13 marzo è Pompei il 15 maggio.
A Pompei ci sono arrivato in modo veramente provvidenziale, all'interno di un viaggio d'istruzione come insegnante di religione insieme ad altre cinque colleghe. Accompagnavamo 54 alunni di tre classi qunite!
Entrare in questi santuario è stato veramente emozionante: mi sono trovato ai piedi del trono della vergine Maria venerata con il titolo di Madonna del Rosario di Pompei.
Lì ai suoi piedi ho presentato tutta la mia vita unitamente a quella della mia famiglia!
Certamente non potevo dimenticare tutti coloro i quali si erano affidati alle mie preghiere!
Credo di non averne dimenticato neppure uno!
Lì grazie ad un collega Irc, di nome Stefano, ho potuto venerare, inseme alle classi, le venerabili spoglie del Beato Bartolo Longo.
Una figura questa che ha trovato subito spazio nel mio cuore!
E' come non avrebbe potuto, visto il suo amore per la Vergine Maria!al
Allego un link per chi volesse leggere una breve biografia: http://www.santiebeati.it/dettaglio/73100

sabato 16 maggio 2009

Maria, donna del vino nuovo

" Non hanno più vino".
Non è il tratto di una provvidenziale gentilezza che sopraggiunge ad evitare le mortificazioni di due sposi. E' il grido di allarme che giunge per evitare la morte del mondo!

Mastichiamo annoiati i prodotti dell'opulenza: ma con la rabbia di chi non ha fame.
Ridonaci il gusto delle cose.

Solo così le giare della nostra esistenza si riempiranno fino all'orlo di significati ultimi.
Maria, donna del vino nuovo, ti ringraziamo perchè con le parole "fate quello che Lui vi dirà" ci sveli il misterioso segreto della giovinezza,
e ci affidi il potere di svegliare l'aurora anche di notte!

Maria, donna del riposo

Santa Maria , donna del riposo.

Accorcia le nostre notti quando non riusciamo a dormire.
Sorveglia il riposo di chi vive solo...

Vogliamo pregarti per chi annuncia il vangelo. Qualche volta li vediamo stanchi e sfiduciati... ebbene frenali quando la generosità pastorale li porta a trascurare la loro stessa persona... lo stress apostolico non è un incenso gradito al cospetto di Dio!

Donaci il gusto della domenica.
Il segreto della pace interiore sta nel perdere tempo con Dio.

mercoledì 13 maggio 2009

Maria, donna coraggiosa

E' chiaro che ha avuto paura anche lei. Tante paure. Quante!
Donna della paura, non della rassegnazione.

Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tempo.
Non sei stata una donna tutta casa e chiesa, come certe immagini vorrebbero farci passare... sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli.
Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane,
non con l'anima dei disperati,
ma con la serenità di chi sa di essere custodito
nel cavo della mano di Dio.

martedì 12 maggio 2009

Quanto spero in Maria

Quanto spero in Maria,

io sono sicuro che Maria

al lungo batter alla porta del suo cuore,

dovrà fare tutte quelle grazie che io desidero.

Maria è quel misterioso canale

Per cui debbono passare tutte le grazie.

Quale candore il cuor di Maria,

quale fiamma, quale incendio,

sì ci ama del più grande amor.

OH amiamo Maria,

viviamo di Maria, perché ci conduca a Gesù.

Agostino Chieppi

Maria, donna di frontiera

Eccola lì sul confine.
Da una parte l'ultima terra rossa di Canaan, d'altra, la prima sabbia dei Faraoni.
Tremante come una cerva inseguita...
Ma il momento più forte in cui Maria si staglia come donna di frontiera è quello della croce.
La croce rappresenta l'ultima linea di demarcazione tra cielo e terra, il confine tra il tempo e l'eternità, la frontiera nella quale l'umano entra nel divino...
Maria stà proprio presso quella frontiera. E la bagna di lacrime.
Grazie per questo.
Rimani perciò al nostro fianco, perchè se, sul limitare decisivo della nostra salvezza ci sarai tu, passeremo la frontiera.
Anche senza passaporto...

lunedì 11 maggio 2009

Maria, donna del primo sguardo

Sì, è stata lei la prima a posare lo sguardo sul corpo di Dio e l'ha avvolto immediatamente accarezzandolo con occhi trasparenti di Santità.

Donaci la grazia dello stupore, restituiscici il gusto delle esperienze che salvano...
Donaci la trasparenza...la tenerezza...

Aiutaci perchè possiamo sperimentare tutta la verità delle parole di Gesù:
"La lucerna del corpo è l'occhio, se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce."
Grazie, amica dei nostri Natali, speranza delle nostre solitudini.
Tu sai che nel fondo dell'anima ci è rimasta la nostalgia del tuo sguardo, del tuo e del suo.

E allora un'occhiatina daccela pure a noi...

Maria, donna di parte

Dalla parte dei poveri naturalmente... di coloro che non contano nulla agli occhi della storia...
di quelli che nessuno ama.

Quanto siamo distanti dalla tua logica...

Maria, donna missionaria

Maria appare accanto ad un missionario: Gesù Cristo suo figlio!

Maria, donna missionaria metti nel cuore della chiesa una grande passione per l'uomo.
Riempila di tenerezza verso i più bisognosi.

Sostieni coloro, che avendo avvertito il fascino di quell'icona che ti raffigura accanto al Cristo, hanno lasciato gli affetti più cari.
Ristora la loro stanchezza e proteggili da ogni pericolo.

Rendili testimoni di gioia e tonifica la nostra vita cristiana tanto da sentire ugualmente sul collo il fiato delle moltitudini che ancora non conoscono Gesù.
Liberaci dalla rassegnazione...

Maria, donna del primo passo

E' Maria che decide di muoversi per prima, non viene sollecitata da nessuno.

Maria, donna del primo passo: corri subito accanto a noi quando il peccato ci travolge e organizza le speranze della nostra disfatta...

Donaci la forza di partire per primi ogni volta che c'è da dare perdono.
Non farci rimandare a domani l'incontro di pace che possiamo concludere oggi.

Aiutaci perchè nessuno di noi faccia stare il fratello sulle brace, ripetendo con disprezzo: tocca a lui muoversi per primo.
Rendici esperti come te del primo passo...
... abile nel precedere tutti sulla battuta, rapida nel giocare d'anticipo, gioca d'anticipo anche sul cuore di Dio, anticipa il suo verdetto di grazia e saremo sicuri del perdono.

Cammino verso di te

Passo dopo passo
nel buio della notte cammino.
Cammino e prego te
luce nella notte
luce nel mio cuore.
Passo dopo passo il mio cammino mi arricchisce
la luce si avvicina
e giungo alla meta
e la fede trabocca
e riempi ogni cellula del mio corpo
e ogni angolo del mio cuore.
Per te verso di te
Madonna di capocolonna
vanno i miei passi
in questa magica notte
su questo promontorio sacro
Sola
tra la moltitudine
certa
che ascolterai la mia preghiera.

Patty


Maria, donna del pane

Maria aveva capito bene il suo ruolo fin da quando si era vista condotta dalla
Provvidenza a partorire lontano dal suo paese, a Betlem, che vuol dire appunto "casa del pane".

Pane di sudore il tuo, non di rendita...
Rendici sensibili alla provocazione del grido dei popoli del Sud... che un giorno ci presenteranno il conto, davanti al tribunale di Dio.

Ripetici la frase di Gesù... "Non di solo pane vive l'uomo..."
Ripeticela perchè la dimentichiamo facilmente...

domenica 10 maggio 2009

L'insopportabilità

Giuseppe il Figlio di Giacobbe, Figura di San Giuseppe.

Giuseppe il Figlio di Giacobbe, Figura di San Giuseppe.

Ha scritto Leone XIII: Parecchi Padri della Chiesa opinarono, d’accordo in ciò che la sacra Liturgia, aver l’antico Giuseppe, figli del patriarca Giacobbe, adombrata la persona ed il mistero del Nostro, e con il suo splendore simboleggiata la grandezza e la gloria del futuro custode della divina Famiglia.
E, per verità, oltre all’aver entrambi sortito lo stesso nome, e no scevro di significato, corrono tra loro ben altre,e queste chiarissime somiglianze, a voi ben note: e primariamente quella che l’antico Giuseppe si guadagnò in modo singolare la benevolenza e il favore del suo sugnore e che, avendo da lui ricevuto il governo della casa, tutte le prosperità e benedizioni di Dio piovevano dal cielo, per riguardo a Giuseppe, al suo padrone.
Ma v’è di più, ch’e gli per volontà del monarca governò con sovrani poteri tutto il regno; e nel tempo di pubblica calamità , per i mancati raccolti e per la carestia, sovvenne con sì stupenda provvidenza agli egizi e ai popoli confinanti, che il rè decretò che si chiamasse “Salvatore del mondo”
E così in quell’antico patriarca ci viene fatto di ravvisare la figura del Nostro.
Come quello fu una benedizione di Dio per tutta la casa del suo padrone e poi per tutto il regno, così questo,destinato alla custodia della cristianità, deve reputarsi difensore e tutore della Chiesa; la quale è veramente la casa del Signore e il regno di Dio sulla terra.
Dall’Enciclica “Quamquam pluries.
P.S.
Per la prossima festa di San Guseppe lavoratore, potrebbe essere utile,mediare questo breve testo, specialmente per le classi terze dove si studiano in particolare i patriarchi; ma anche nelle quarte.
Nelle quinte per quanto riguarda il ruolo dei santi nella chiesa pellegrinante!

La venerata icona di Maria nel momento in cui esce dalla cattedrale per essere portata in pellegrinaggio verso il promontorio Lacinio a circa 12 Km nella Chiesetta a Lei dedicata!
Vergine di capocolonna che si venera nella Basilica Cattedrale di Crotone

venerdì 8 maggio 2009

Donare un sorriso ir P. Fabed

Donare un sorriso
Rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
Senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
Da poterne fare a meno
Né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
Da sostegno nel lavoro
Ed segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
Rinnova il coraggio nelle prove,
E nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
Sii generoso e porgigli il tuo:
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come colui che non sa darlo.