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mercoledì 9 dicembre 2009
La voce di un cantore di Maria
Che il suo nome mai abbandoni le tue labbra ed il tuo cuore. E per ottenere il sostegno della sua preghiera, non cessare di imitare l'esempio della sua vita.
Seguendola, non ti smarrirai; pregandola, non conoscerai la disperazione, pensando a Lei, non ti sbaglierai. Se Ella ti sostiene, non affonderai; se Ella ti protegge, non avrai timore di nulla; sotto la sua guida non temere la fatica; con la sua protezione raggiungerai il porto. Tu proverai allora, con la tua personale esperienza, con quale verità siano state dette quelle parole: “II nome della Vergine era Maria”.
San Bernardo
Seguendola, non ti smarrirai; pregandola, non conoscerai la disperazione, pensando a Lei, non ti sbaglierai. Se Ella ti sostiene, non affonderai; se Ella ti protegge, non avrai timore di nulla; sotto la sua guida non temere la fatica; con la sua protezione raggiungerai il porto. Tu proverai allora, con la tua personale esperienza, con quale verità siano state dette quelle parole: “II nome della Vergine era Maria”.
San Bernardo
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Feste di Maria
martedì 8 dicembre 2009
Festa dell'Immacolata Concezione
Quando il fuoco dell’amore si accende , non può trovare posto nei limiti del cuore , ma divampa al di fuori, incendia, divora, assorbe altri cuori. Conquista anime sempre più numerose al proprio ideale, all’Immacolata.
La milizia dell’Immacolata pone l’accento su questo amore, che si spinge fino a soggiogare, conquistare i cuori di tutti coloro che vivono al presente e che vivranno in avvenire , e ciò al più presto possibile, al più presto possibile, al più presto possibile….L’amore di Dio, quindi, non gli permette di addormentarsi, ma lo sollecita a conquistare ogni giorno di più il proprio cuore all’Immacolata, affinché Ella, in lui e attraverso lui, penetri anche in altri cuori e prepari in essi un trono d’amore per il suo divin Figlio.
Dagli Scritti di San Massimiliano Kolbe
La milizia dell’Immacolata pone l’accento su questo amore, che si spinge fino a soggiogare, conquistare i cuori di tutti coloro che vivono al presente e che vivranno in avvenire , e ciò al più presto possibile, al più presto possibile, al più presto possibile….L’amore di Dio, quindi, non gli permette di addormentarsi, ma lo sollecita a conquistare ogni giorno di più il proprio cuore all’Immacolata, affinché Ella, in lui e attraverso lui, penetri anche in altri cuori e prepari in essi un trono d’amore per il suo divin Figlio.
Dagli Scritti di San Massimiliano Kolbe
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Feste di Maria
lunedì 7 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
lunedì 30 novembre 2009
Abbiamo trovato il Messia
Andrea, dopo essere restato con Gesù e aver imparato tutto ciò che Gesù gli aveva insegnato, non tenne chiuso in sé il tesoro, ma si affrettò a correre da suo fratello per comunicargli la ricchezza che aveva ricevuto. Ascolta bene cosa gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» (Gv 1,41).
Vedi in che maniera notifica ciò che aveva appreso in poco tempo? Da una parte mostra quanta forza di persuasione aveva il Maestro sui discepoli, e dall’altra rivela il loro interessamento sollecito e diligente circa il suo insegnamento.
Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, che trasalì di gioia quando lo vide arrivare, e che si affrettô a comunicare agli altri la grande notizia.
Dicendo subito al fratello ciò che aveva saputo mostra quanto gli volesse bene, come fosse affezionato ai suoi cari, quanto sinceramente fosse premuroso di porgere loro la mano nel cammino spirituale.
Guarda anche l’animo di Pietro, fin dall’inizio docile e pronto alla fede: immediatamente come senza preoccuparsi di nient’altro. Infatti dice: «Lo condusse da Gesù» (Gv 1,42).
Nessuno certo condannerà la facile condiscendenza di Pietro nell’accogliere la parola del fratello senza aver prima esaminato a lungo le cose. E' probabile infatti che il fratello gli abbia narrato i fatti con maggior precisione e più a lungo, mentre gli evangelisti compendiano ogni loro racconto preoccupandosi della brevità.
D’altra parte non è detto nemmeno che abbia creduto senza porre domande, ma che Andrea «lo condusse da Gesù»; affidandolo a lui perché imparasse tutto da lui direttamente. C’era insieme infatti anche un altro discepolo e anche lui fu guidato nello stesso modo.
Se Giovanni Battista, dicendo: «Ecco l’Agnello di Dio», e ancora: ecco colui che battezza nello Spirito (cfr. Gv 1, 29. 33), lasciò che un più chiaro insegnamento su questo venisse da Cristo stesso, certamente con motivi ancor più validi si comportò in questo modo Andrea, non ritenendosi tale da dare una spiegazione completa ed esauriente. Per cui guidò il fratello alla sorgente stessa della luce con tale premura e gioia da non aspettare nemmeno un istante.
Dalle «Omelie sul vangelo di Giovanni» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
Vedi in che maniera notifica ciò che aveva appreso in poco tempo? Da una parte mostra quanta forza di persuasione aveva il Maestro sui discepoli, e dall’altra rivela il loro interessamento sollecito e diligente circa il suo insegnamento.
Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, che trasalì di gioia quando lo vide arrivare, e che si affrettô a comunicare agli altri la grande notizia.
Dicendo subito al fratello ciò che aveva saputo mostra quanto gli volesse bene, come fosse affezionato ai suoi cari, quanto sinceramente fosse premuroso di porgere loro la mano nel cammino spirituale.
Guarda anche l’animo di Pietro, fin dall’inizio docile e pronto alla fede: immediatamente come senza preoccuparsi di nient’altro. Infatti dice: «Lo condusse da Gesù» (Gv 1,42).
Nessuno certo condannerà la facile condiscendenza di Pietro nell’accogliere la parola del fratello senza aver prima esaminato a lungo le cose. E' probabile infatti che il fratello gli abbia narrato i fatti con maggior precisione e più a lungo, mentre gli evangelisti compendiano ogni loro racconto preoccupandosi della brevità.
D’altra parte non è detto nemmeno che abbia creduto senza porre domande, ma che Andrea «lo condusse da Gesù»; affidandolo a lui perché imparasse tutto da lui direttamente. C’era insieme infatti anche un altro discepolo e anche lui fu guidato nello stesso modo.
Se Giovanni Battista, dicendo: «Ecco l’Agnello di Dio», e ancora: ecco colui che battezza nello Spirito (cfr. Gv 1, 29. 33), lasciò che un più chiaro insegnamento su questo venisse da Cristo stesso, certamente con motivi ancor più validi si comportò in questo modo Andrea, non ritenendosi tale da dare una spiegazione completa ed esauriente. Per cui guidò il fratello alla sorgente stessa della luce con tale premura e gioia da non aspettare nemmeno un istante.
Dalle «Omelie sul vangelo di Giovanni» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
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La parola ai santi
domenica 29 novembre 2009
Il dono dell'Avvento
"Fratelli, celebrate come si conviene, con grande fervore di spirito, l'Avvento del Signore, con viva gioia per il dono che viene fatto e con profonda riconoscenza per l'amore che viene dimostrato.
Non meditate però solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, quando ritornerà per unirci a sè per sempre.
Fate oggetto di contemplazione la doppia venuta del Cristo, riflettendo su quanto ci ha donato nella prima e su quando ritornerà per unirci a sè per sempre.(...)Il Salvatore trasfigurerà con la sua venuta "il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso" solo se già prima troverà rinnovato e conformato nell'umiltà al suo il nostro cuore"Mt 11,29.Considera in queste parole la doppia umiltà,quella di conoscenza e quella di volontà.
Quest'ultima qui viene chiamata umiltà di cuore.
Con la prima consciamo il nostro niente, come deduciamo dall'esperienza di noi stessi,e dalla nostra debolezza. Con la seconda rifiutiamo la gloria fatua del mondo.
Noi impariamo l'umiltà del cuore da colui che "spogliò se stesso,assumendo la condizione di servo" Fil 2,7, da colui che quando fu cercato per essere fatto re, fuggì,;invece quando fu ricercato per essere coperto di oltraggi e condannato all'ignominia e al supplizio della croce, si offrì di sua spontanea volontà.
Dai Discorsi di San Bernardo, abate, discorso sll'Avvento,3-4
Non meditate però solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, quando ritornerà per unirci a sè per sempre.
Fate oggetto di contemplazione la doppia venuta del Cristo, riflettendo su quanto ci ha donato nella prima e su quando ritornerà per unirci a sè per sempre.(...)Il Salvatore trasfigurerà con la sua venuta "il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso" solo se già prima troverà rinnovato e conformato nell'umiltà al suo il nostro cuore"Mt 11,29.Considera in queste parole la doppia umiltà,quella di conoscenza e quella di volontà.
Quest'ultima qui viene chiamata umiltà di cuore.
Con la prima consciamo il nostro niente, come deduciamo dall'esperienza di noi stessi,e dalla nostra debolezza. Con la seconda rifiutiamo la gloria fatua del mondo.
Noi impariamo l'umiltà del cuore da colui che "spogliò se stesso,assumendo la condizione di servo" Fil 2,7, da colui che quando fu cercato per essere fatto re, fuggì,;invece quando fu ricercato per essere coperto di oltraggi e condannato all'ignominia e al supplizio della croce, si offrì di sua spontanea volontà.
Dai Discorsi di San Bernardo, abate, discorso sll'Avvento,3-4
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La parola ai santi
giovedì 26 novembre 2009
Trattiamo con soavità come Dio
...Mie carissime madri e sorelle in Gesù Cristo, sforzatevi, coll’aiuto della grazia, di acquistare e conservare in voi tale intenzione e sentimento buono, da essere mosse alla cura e al governo della Compagnia solo per amore di Dio e per lo zelo della salute delle anime. Se tutte le vostre opere saranno così radicate in questa duplice carità, non potranno portare se non buoni e salutieri frutti. Perciò dice il Salvator nostro: «Un albero buono non può produrre frutti cattivi» (Mt 7, 18) come volesse dire che il cuore, quando é informato alla carità, non può produrre se non buone e sante opere. Onde ancora diceva sant’Agostino: Ama e fà quel che vuoi, come se dicesse chiaramente: La carità non può peccare.
Dal «Testamento spirituale» di sant’Angela Merici, vergine
Dal «Testamento spirituale» di sant’Angela Merici, vergine
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