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martedì 10 novembre 2009

«Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdote regale, la nazione santa, il popolo che Dio si é acquistato» (1 Pt 2, 9).
Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l’unzione dello Spirito Santo poi sono consacrati sacerdoti. Non c’é quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani sono rivestiti di un carisma spirituale e soprannaturale, che li rende partecipi della stirpe regale e dell’ufficio sacerdotale. Non é forse funzione regale il fatto che un’anima, sottomessa a Dio, governi il suo corpo? Non é forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull’altare del cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? Per grazia di Dio queste funzioni sono comuni a tutti.

Dai discorsi di San Leone Magno

domenica 8 novembre 2009

Uomo ricorda che sei corpo animato da un'anima immortale

Non siamo forse composti di due sostanze: anima e corpo? Perché, dunque, non dedichiamo ad entrambi la medesima cura, ma ci preoccupiamo in ogni modo del corpo, chiamiamo i medici, noi stessi lo curiamo diligentemente, lo ricopriamo d`un vestito prezioso, lo nutriamo con un cibo più che sufficiente e vogliamo che si trovi in continua prosperità e non sia travagliato da nessuna malattia, dandoci da fare in tutte le maniere, quando qualcosa lo turba, onde eliminare ciò che lo molesta? E tutto ciò a vantaggio del corpo il quale, secondo la sua sostanza, è qualcosa d`inferiore; che cos`è, infatti, superiore: l`anima o il corpo? Se vuoi constatare la differenza, in effetti, osserva come il corpo, qualora l`anima lo abbandonasse, non varrebbe più a nulla. Tu dunque, che hai tanta cura del tuo corpo, per quale motivo nutri sì grande disprezzo per l`anima e non l`alimenti con un cibo adeguato (gli insegnamenti, cioè, delle sacre Scritture), ponendo i giusti rimedi a quelle ferite e a quelle ulcere che debilitano la sua forza e mettono a dura prova la sua sicurezza? Tu, per contro, lasci che l`anima tua deperisca per la fame e le sue ferite vadano in putrefazione, consentendo che essa, gettata, per così dire, ai cani, venga dilaniata dai mali e dagli illeciti pensieri, mentre ogni sua energia si dilegua.
Perché mai, così come ci mostriamo solleciti nei confronti del corpo visibile, allo stesso modo non ci prendiamo cura anche dell`anima, che è incorporea e invisibile, soprattutto se consideriamo che il provvedervi non soltanto è cosa leggera e facile, ma non costa neppure fatica alcuna? Quando, invece, si deve curare il corpo, allora è necessario spendere molto denaro per guarire qualche sua malattia, ora per i medici, ora per altre necessità, come vestiti e alimenti, per tacere di altre cose procacciate unicamente per lusso, al di là del necessario. Quando si tratta dell`anima, al contrario, essa non ha bisogno di nessuna di queste cose. Se tu lo vuoi, così come ogni giorno provvedi al cibo per il corpo e spendi del denaro, similmente non trascurare l`anima, affinché non muoia di fame. Dalle, invece, il nutrimento conveniente, ricavandolo dalla lettura delle Scritture e dall`insegnamento spirituale: infatti non di solo pane vive l`uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt 4,4). Così facendo, ti sarai comportato ottimamente e avrai provveduto nella maniera giusta a riguardo di quella parte di noi stessi che più profondamente ci appartiene. Allo stesso modo, come fornisci diversi indumenti al corpo, a seconda delle differenti stagioni dell`anno; parimenti non trascurare l`anima, affinché non vada in giro spoglia di opere buone, ma rivestila di abiti decenti: la guarirai subito e le restituirai la sanità naturale.
E quali sono, poi, gli indumenti dell`anima? L`elemosina e la generosità verso i poveri: questi sono i migliori vestiti dell`anima, questi i suoi splendidi indumenti. Se poi desideri non soltanto rivestirla, ma altresì adornarla, così come sei solito fare con il corpo, conferiscile l`aiuto che proviene dalle preghiere e dalla confessione dei peccati, senza mai desistere dal lavare la sua faccia con lacrime continue. Allo stesso modo come, infatti, con ogni sollecitudine lavi ogni giorno il tuo volto fisico, affinché nessuna macchia non lo imbruttisca, non diversamente abbi cura anche dell`anima, lavandola ogni giorno con fervide lacrime: una volta cancellate le sue macchie grazie a quest`acqua, il suo volto apparirà più splendente. E dal momento che molte donne, disdegnando per la loro vanità il precetto apostolico con il quale si ordina di non adornarsi con riccioli o con oro o con perle o con una veste sontuosa (1Tm 2,9), lo fanno, invece, con grande ostentazione (né soltanto le donne, ma anche certi uomini effeminati divengono simili a deboli donnicciole, portando anelli alle dita e adornandosi di grandi e pesanti pietre, delle quali si dovrebbe arrossire); sia gli uni che le altre, tuttavia, qualora obbedissero alle mie parole, trasferirebbero nell`ornamento dell`anima quei monili d`oro, dannosi tanto agli uomini quanto alle donne, e con essi l`adornerebbero. Infatti, a differenza dei gioielli posti sul corpo, i quali, anche quand`esso sia bello, finiscono con l`imbruttirlo; gli ornamenti dell`anima, invece, persino nel caso che questa sia brutta, le conferiscono una straordinaria bellezza.
Ma com`è possibile, dirai, porre intorno all`anima degli ornamenti d`oro? Ancora una volta, rispondo, attraverso le mani dei poveri. Infatti, quando costoro li ricevono, rendono l`anima bella. Dona ai poveri oro e danaro e riempi i loro ventri; e, a loro volta, essi procureranno tanta bellezza alla tua anima che il tuo aspetto attraente alletterà il vero sposo e questi ti coprirà di innumerevoli doni. Una volta attratto il Signore con la tua bellezza, ti sarà elargito ogni bene e abbonderai di immense ricchezze. Se vogliamo, dunque, divenire amabili agli occhi del Signore, non adorniamo più tanto il corpo, quanto, piuttosto, curiamo con grande diligenza, ogni giorno, la bellezza dell`anima. In tal modo ci concilieremo la benevolenza del buon Dio e conseguiremo ineffabili beni.

Giovanni Crisostomo, Omelie sul Genesi, 21

I bambini sono sacri

Sii per tuo figlio un protettore fedele:
fa che fino a dieci anni ti creda,
che sino a venti ti ami,
che sino alla morte ti rispetti.
Sino a dieci anni sii per lui il maestro,
sino a venti il padre,
fino alla morte l'amico.
Mery Barletta

Le opere di pietà

Le opere della pietà sono vastissime e la loro stessa varietà dà ai veri cristiani la possibilità di svolgere per intero il proprio ruolo nella distribuzione delle elemosine, siano essi ricchi e nell`abbondanza, o, al contrario, poveri e mediocri, cosicché coloro che sono ineguali nelle possibilità di largizione, siano almeno simili nell`affetto del cuore. Infatti, quando, sotto gli occhi del Signore, molti buttavano nel gazofilacio del tempio grosse cifre prese dalla loro opulenza, una vedova vi introdusse due monetine e meritò di essere onorata dalla testimonianza di Gesú Cristo per quel dono minimo, preferito all`offerta di tutti gli altri: infatti, davanti ai doni magnifici di coloro ai quali restava ancora molto, il suo, per misero che fosse, costituiva tutto il suo avere (cf. Lc 21,1-4).
Pertanto, se qualcuno è ridotto ad una povertà tale da non poter neppure elargire due spiccioli ad un indigente trova nei precetti del Signore di che adempiere il dovere deila benevolenza. Infatti, neppure chi avrà donato ad un povero un semplice bicchiere d`acqua fresca rimarrà senza ricompensa per il suo gesto (cf. Mt 10,42): oh, quali scorciatoie non ha preparato il Signore ai suoi servi per far loro conquistare il suo Regno, se persino il dono di un bicchiere d`acqua, d`uso gratuito e comune, non deve restare senza ricompensa!
E, perché nessuna difficoltà potesse frapporvi ostacoli, è proprio un po` d`acqua fresca che viene proposto come esempio di misericordia, per timore che qualcuno cui manca la legna per fare il fuoco e farla scaldare, potesse pensare di essere privato della ricompensa.
Il Signore, peraltro e non senza ragione, avvertí che tale bicchiere d`acqua doveva essere dato in suo nome, perché è la fede che rende preziose cose in sé stesse vili, e che le offerte degli infedeli, anche se fatte senza badare a spese, restano nondimeno vuote di ogni giustificazione.

Leone Magno, Sermo, 31, 2

venerdì 6 novembre 2009

Dalla disobbedienza di Eva al si di Maria

Parallelamente, si trova anche la Vergine Maria obbediente quando dice: “Ecco la tua serva, avvenga di me quello che hai detto”. Eva disobbedì, e fu disobbediente mentre era ancora vergine, e così fu causa di morte per sé e per tutto il genere umano. Maria, vergine obbediente, divenne causa di salvezza per se stessa e per tutto il genere umano... Da Maria ad Eva si ristabilisce lo stesso movimento. Infatti, ciò che è stato legato non può essere slegato se non ripercorrendo in senso inverso le pieghe del nodo, così che le prime pieghe siano sciolte grazie alle seconde e inversamente le seconde liberino le prime, per cui capita che il primo legame è sciolto dal secondo e il secondo nodo serve da slegatura per il primo... Perciò anche Luca fa cominciare la genealogia del Signore riconducendola ad Adamo, indicando che non erano stati i padri a generare il Figlio, ma questo a rigenerare loro per il Vangelo di vita. Così dunque il nodo della disobbedienza di Eva trovò soluzione grazie all’obbedienza di Maria. Ciò che Eva aveva legato per la sua incredulità, Maria l’ha sciolto per la sua fede...
E, come per opera di una vergine disobbediente, l’uomo fu colpito, cadde e fu soggetto a morte, così per opera ancora della Vergine obbediente alla Parola di Dio, l’uomo fu rigenerato alla vita... Era infatti necessario che Adamo fosse reintegrato in Cristo affinché fosse inabissato e sommerso ciò che è mortale nell’immortalità, e che Eva fosse rinnovellata in Maria, affinché la Vergine, divenuta avvocata di una vergine, dissolvesse e annullasse la disobbedienza verginale con la verginale obbedienza.

Fonte : San Ireneo da Lione, Contro le eresie

Eva e Maria

Se Cristo si è fatto uomo per mezzo della Vergine, è perché è stato disposto (da Dio) che la disobbedienza del serpente fosse distrutta allo stesso modo in cui si manifestò all’inizio. Poiché Eva, quando era ancora Vergine e incorrotta, avendo concepito la parola che le disse il serpente, diede alla luce la disobbedienza e la morte; la Vergine Maria, però, concepì fede e gioia quando l’angelo Gabriele le diede la buona notizia che lo Spirito del Signore sarebbe sceso su di lei e che la potenza dell’Altissimo avrebbe steso su di lei la sua ombra, per cui il bambino da lei nato sarebbe stato santo e Figlio di Dio.

Fonte: San Giustino, Dialogo con Trifone,1oo, 4-5;PG 6, 709D; 712A

Adamo e Cristo

Adamo nacque da una terra vergine. Cristo fu formato dalla Vergine Maria. Il suolo materno da dove il primo uomo fu tratto, non era stato ancora dissodato dall’aratro. Il seno materno da dove uscì il secondo non fu mai violato dalla concupiscenza. Adamo fu modellato nell’argilla dalle mani di Dio. Cristo fu formato nel seno verginale dallo Spirito di Dio. L’uno e l’altro, quindi, hanno Dio per Padre e la vergine per madre. Come dice l’evangelista, entrambi erano “figli di Dio” (Lc 3,23-38).

Testo: Massimo di Torino,Sermone 19, PL 57, 571
vescovo del V secolo:

giovedì 5 novembre 2009

La terra ha dato il suo frutto

La terra è Maria Santissima, che è della nostra terra e della nostra stirpe. Questa terra ha dato il suo frutto, cioè ha trovato nel Figlio ciò che aveva perduto nell’Eden. Prima è nato il fiore; e il fiore si è fatto frutto affinché noi lo mangiassimo e ce ne nutrissimo. Il Figlio è nato dalla serva, Dio dall’uomo, il Figlio dalla Madre, il frutto dalla terra.

San Girolamo, “La terra ha dato il suo frutto”
Commento al versetto del Salmo: (Sal 67,7),

mercoledì 4 novembre 2009

Pulvis es, et in pulverem reverteris (Gen 3,19)

Il 2 novembre, commemorazione dei fedeli defunti, il presbitero, durante l'omelia, ha citato un famoso libro di Sant'Alfonso Maria de' Liguori "APPARECCHIO ALLA MORTE" che a mio avviso potrebbe costituire momento di riflessione e meditazione proprio in questo mese tradizionalmente dedicato al culto dei morti.
Buona lettura

"S. Camillo de Lellis, quando si affacciava sulle fosse de' morti, dicea tra sé: Se questi tornassero a vivere, che non farebbero per la vita eterna? ed io che ho tempo, che fo per l'anima? Ma ciò lo dicea questo Santo per umiltà. Ma voi, fratello mio, forse con ragione potete temere d'essere quel fico senza frutto, di cui diceva il Signore: "Ecce anni tres sunt, ex quo venio quaerens fructum in ficulnea hac, et non invenio" (Luc 13,7). Voi più che da tre anni state nel mondo, che frutto avete dato? Vedete, dice S. Bernardo, che il Signore non solo cerca fiori, ma vuole anche frutti, cioè non solo buoni desideri e propositi, ma vuole anche opere sante. Sappiate dunque avvalervi di questo tempo, che Dio vi dà per sua misericordia; non aspettate a desiderare il tempo di far bene, quando non sarà più tempo, e vi sarà detto: "Tempus non erit amplius: Proficiscere", presto, ora è tempo di partire da questo mondo, presto, quel ch'è fatto è fatto."


Sant'Alfonso Maria de' Liguori
"APPARECCHIO ALLA MORTE"
Ritratto di un uomo da poco tempo passato all'altra vita, puntoIII

martedì 3 novembre 2009

Dio dentro di me

.....Che vuoi di più, o anima, e perchè cerchi ancora fuori i tuoi diletti, la tua soddisfazione, la tua abbondanza, e il tuo regno, cioè l'Amato, che tu desideri e brami? Gioisci e rallegrati pure con Lui nel tuo raccoglimento interiore, poichè lo hai così vicino! Qui desideralo, adoralo, senza andare a cercarlo altrove, poichè ti distrarresti, ti stancheresti senza ne poterlo trovare nè godere con maggiore certezza e celerità, ne averlo più vicino che dentro di te. Vi è un'unica difficoltà e cioè che, pur essendo dentro di te, se ne sta nascosto; però è già molto se si conosceil luogo dove sta nascosto per cercarlo con la certezza di trovarlo.
E' quanto tu, o anima, chiedi allorchè con affetto di amore dici : Dove ti nascondesti?

San Giovanni della Croce, Cantico spirituale
Commento alla strofa 1, 8

lunedì 2 novembre 2009

salmo 23

Giovanni Paolo II: Signore, grazie per la Vita oltre la vita

Grande Karol non sarai mai dimenticato.

COMMEMORAZIONE DEFUNTI. Il Crisantemo, il fiore d'oro